Venerdì 10 Febbraio

Formazione:
Stefano Pilia: elettronica
Claudio Rocchetti: elettronica
Valerio Tricoli: elettronica
Guests:
Antonio Albanese: percussione e glass armonica
Tony Arrabito: batteria.
il sito: http://www.shiftingposition.org/
3/4HadBeenEliminated
3Quarters HadBeenEliminated !di Massimiliano Osini da www.rockit.it
A formare questo progetto dal nome quanto meno insolito, sono
tre compositori italiani assurti alla ribalta nei circuiti dell'elettronica
di ricerca per le ottime prove soliste da loro pubblicate lo scorso anno.
Stefano Pilia, autore di "Healing memories in present tension" (Last
Visibile Dog), Claudio Rocchetti, messosi in evidenza con "The work called
Kitano" (Bar la Muerte) e Valerio Tricoli, la mente dietro "Did
I? Did They?" (Bowindo) dimostrano nelle sette tracce di questo cd come
anche in musica l'unione possa fare la forza, sovrapponendo le loro istanze
particolari in modo del tutto integrato e compatibile. La fusione dei droni
minimali in lenta evoluzione di Pilia, con i collage espressionisti di Rocchetti
e le composizioni elettroacustiche di Tricoli genera una sorta di sinfonia
elettronica in grado di gettare uno sguardo a tutto tondo sulle tendenze più
recenti in ambito elettronico (e rock).
"Getsemany Fields", il primo brano, inizia con scariche di glitch
che lasciano il posto a inquietanti sibili spettrali e a un finale serenamente
disteso che introduce il
brano
successivo. "The Soul of their suits" è l'episodio più
accessibile del disco, ma anche quello più sapientemente elaborato,
nel quale entrano in gioco anche strumenti tradizionali, come un placido arpeggio
acustico o un harmonium che si distende in un flusso sonoro in lenta modulazione.
Questo strumento ritorna (forse) anche in "My smallest ego", il
pezzo che preferisco, un esperimento sulle trame sonore, un drone organico
e monolitico che, per quanto mutuato dalla psichedelia shoegazing, se ascoltato
a volume sostenuto, riesce ad elevarsi a una maestosità quasi wagneriana.

"Standing position" e "Bedrock" sono le composizioni che
più di tutte si fondano sulla manipolazione di suoni concreti. Il secondo,
soprattutto,con i suoi undici minuti di atmosfere ambientali, echi cosmici,
scariche elettriche e vetri calpestati dimostra come sia possibile creare
da fonti ostiche e devianti una forma musicale accessibile e articolata che
coinvolga emotivamente l'ascoltatore. In questo mare di rumori molesti non
identificati è proprio un intervallo di convenzionale folk-acustico
il vero "ribelle", fuori posto e disadattato, per quanto nella realtà
dei fatti risulti perfettamente inserito nel suo "sistema" musicale.
In generale, a impressionare è la capacità degli autori di produrre
materiali apparentemente imprevedibili, ma che dimostrano, ad un ascolto approfondito,
un'attenta ecalibrata costruzione. Ad essere determinanti per il valore di
questo cd sono un approccio emotivo ai microsuoni e, ovviamente, una spiccata
sensibilità nella loro sovrapposizione, a dimostrazione del fatto che
possono cambiare gli stili e gli strumenti, ma ciò che fa la differenza
tra buona e cattiva musica è sempre lo stesso.
___A Year Of The Aural Gauge Operation (2005,
Hapna)
A volte un nuovo disco arriva come un dono inaspettato. Libiri da costrizioni
e incuranti di ogni must all'indomani di un promettente album d'esordio nell'ambito
della sperimentazione radicale e dell'improvvisazione, i 3/4HBE riescono a
stupire e lo fanno nel migliore dei modi. Stefano Pilia, Claudio Rocchetti,
Valerio Tricoli (a cui si aggiunge il batterista Tony Arrabito, già
ospite del primo album e di diversi live) non hanno paura di contraddirsi
ma, per dirla con Walt Whitman, dimostrano di "contenere moltitudini".
In altre parole realizzano, a modo loro, l'album rock. Pur conservando il
bagaglio di suoni-fantasma, drones e distese malinconiche, ritmi implacabili,
samples pungenti impiegato nel primo disco, in questa occasione i 3/4 danno
libero sfogo a pulsioni precedentemente inespresse e creano una raccolta di
brani, in alcuni casi mini-suite di dieci minuti, in cui prevalgono l'elemento
"suonato" e un lirismo sommesso. Basti ascoltare la traccia di apertura
Widower, la sua melodia che si manifesta senza troppi preamboli e gli squarci
di una voce solitaria che risuona lontana, poi trasfigurata in una costellazione
di effetti percussivi; oppure Labour Chant, con i suoi cori cupi e sospesi,
samples che ricordano i momenti più introversi di Philip Jeck, un incessante
gorgoglio sonoro di concretismi e cascate noise che sfocia nella suspense
di arpeggi staccati e sussultanti; i riff di chitarra vagheggiati in As Of
Yore, sepolti in un mare di field recordings da cui emerge un gemito straniante.
Nel corso del disco troverete spesso voci che aleggiano tra residui sonori
(Shifting Position), frammiste a crescendo di chitarre o racchiuse in un mare
di risonanze memori del Grand Cinema di Dean Roberts (Wave Bye Bye To The
King), raccolte in cori sghembi, ibridi di drone-folk stellare (Monkey Talk).
Ogni Brano è intarsiato di raffinatezze sonore e dettagli preziosi;
a volte vi sembrerà di trovarvi nelle lande brumose esplorate dagli
Organum, in altri momenti le architetture corali riecheggiano della psichedelia
più travolgente. Soprattutto - al di là di ogni possibile discendenza
reale o immaginaria - ci sono quattro musicisti, e un disco, dalla personalità
straripante. (8). Daniela Cascella, Blow Up #89

3/4 Had been eliminated
3/4HadBeenEliminated was founded in Bologna, Italy, in 2002.
Starting as a trio (guitarist/double bassist Stefano Pilia, turntablist/sound
assembler Claudio Rocchetti, sound architect Valerio Tricoli) in 2004 the
line up was extended to drummer Tony Arrabito.
Their first self titled record (bowindo, 2003) was released after playing
a series of live concerts in which the group attention was strongly focused
on the performative/theatrical/ecological aspects of the event: as starting
point of the complex dramatic crescendo of the performance, 3/4 usually opened
their concerts with amplifying a suspended bulky object of everyday life that
they occasionally find at the location. Comprised of a large number of electronic
and acoustic instruments, the album mirrors the disparate musical influences
and aesthetics of the group. Live electronics, electroacoustic composition,
field recordings, drones... All elements are here combined to "create
a seven-part cycle of radiant acoustic imagery, with a sonic-methodology aimed
at continuity rather than clash, and one that helps to create a fluid sound
world, full of juxtapositions, but ones which provide an indecisive magical
middle passage."
In the past two years, after exploring and experimenting with
self invented recordings techniques and with drummer Tony Arrabito joining
the band, 3/4's modus operandi focused on live interaction between electronic
and acoustic instruments within a context in which the studio itself (tape
machines, mixers, effects...) and the actual space in which the interaction
take place (weird microphoning, feedbacks...) are considered and manipulated
as instruments themselves (not by chance 3/4's are fans of musicians such
as This Heat, P16.D4, Todd Rundgren...).
In this process improvisation and group playing are the main issues, whereas
3/4's first release was more based upon electroacoustic découpage.
The goal 3/4's are trying to reach is that of unifying in one moment the three
steps of songwriting, recording, and electroacustic post-production: this
is really clear in the band live performances where usually three of them
(Rocchetti on turntables and electronics, Pilia on electric guitar and Arrabito
on drums and percussion) are playing on the stage, while Tricoli is placed
in the middle of the room, facing the stage and the loudspeakers, playfully
live mixing and "engineering" the band sound through a bunch of
dusty analogue effects, tape loops, drums triggered synthesizer... The result
is powerfully tridimensional, the sonic quality always changing with the strongest
dynamics.
3/4's new album, A Year Of The Aural Gauge Operation, was recorded in their own studio in Bologna along 2004. It features nine songs composed after live improvisations, all of them quite different in genre, but again 3/4's aim is to create a psychedelic musical flow, one in which new elements and different styles can be superimposed to enrich and develop the peculiar narrative of the album. We generally think of it as a opera.
"a collection of off-centre songs verging on psychedelia
old and new, its sound is so dense that you need to blast it out at full volume
to get the best from it. Guitars and drumming are conspicuous, even as they're
counterweighted by the group's customary clicks and hums.This time voice is
one of the main elements. At times it comes from a distance, as if thinned
down by constant chiselling; elsewhere there are mourning chants, punctuated
by constellations of percussive disturbance. Drowned in a sea of dark loops
similar to Philip Jeck's darkest work, the effect can be ghostlike. In places
the group drop fragments of attempted lyricism between scattered notes"
(daniela cascella, TheWire)
releases.
If you want to buy something please write to: info@shiftingposition.org
A Year Of The
Aural Gauge Operation
Hapna, release date: november 2005
3quarters
had been eliminated
Bowindo, 2003