Come Andrei Nikolaevic: tra i massimi esperti sovietici di aerodinamica, diresse la costruzione di oltre cento velivoli, tra cui il TU-144, il primo supersonico civile del mondo. (fonte www.sapere.it)

Ci siamo appropriati del nome così, quasi per caso. Uno di noi, quando ancora non eravamo i Tupolev ma semplicemente i PIP, uno di noi, nell'attesa di uno spostamento aereo tra Catania e Trapani, pensando a voce alta sulla possibile disgrazia aerea continuava imperterrito a pronunciare le parole "maledetto Tupolev". Cerca di esorcizzare la paura, pensava una che non era ancora dei Tupolev ma non era nemmeno dei PIP. L'aereo non era molto moderno, aveva due eliche e poteva trasportare solo una quarantina di persone. Non era come gli aerei moderni, che i più vecchi sono i Super80 da centoventi posti.

Questo sono i Tupolev. Un gruppo che rielabora il passato, anche in chiave ironica, che cerca di fissare attuale e precedente in pezzi unici. Un laboratorio musicale dove stili differenti tra di loro cercano di sfidare alcune leggi musicali non scritte, dove coesistono in armonia ricerca e melodia, elementi autonomi, un impatto ritmico ben definito, una sottrazione degli aspetti melodici, i contrasti stilistici. Che strizza l'occhio anche alla canzone. Elementi diversi e molteplici come passeggeri in viaggio su di un buon vecchio Tupolev, dove si poteva ancora bere qualcosa di forte, per affrontare indenni la tensione.

 

Renata Bertolas
Ex pianista classica, cantante jazz e di bossanova. Ha cantato in diverse formazioni con Enrico Terragnoli, Gianni Sabbioni, Marco Pasetto, Bruno Marini, Paolo Birro, Ennio Rigetti, Oscar Zenari. Va ricordata l'esperienza dei Boo Bahp Singers, quartetto vocale. Attualmente lavora a Milano come doppiatrice. Tra i personaggi più noti da lei interpretati si ricordano la giapponese Sakura, Ava Gardner in Fermata a richiesta, Olivia Novak nel serial Street Legal, Linus dei Peanuts, Clarissa dell'omonima serie.

Davide Bronzato
Bassista e contrabbassista nonché compositore in ambito d'n'b e techno. Presente in diverse formazioni tra le quali vanno ricordate Reggadelica, Matisha, Full Metal Klezmer, PIP. Stilisticamente parlando è riuscito a coniugare un timbro sonoro corposo ad un impatto ritmico molto personale. Si occupa di musica a tempo pieno.

Riccardo Rossi
Soprannominato l'uomo che uccide il clock, batterista essenziale e potente (il suo drum set è composto solamente da grancassa, rullante, charleston e piatti). Batterista di esperienza ha suonato con diverse formazioni: Exit, Macchina del tempo, PIP. Il meglio di se lo da dal vivo garantendo un impatto deciso e costante.

Danilo salis
Chitarrista esperto ma soprattutto grande studioso di armonia. Colonna portante ed arrangiatore di tanti progetti musicali (Heidi in trance, Bresaolas, PIP, Wicked Apricot) e titolare del progetto Psycholab che unisce sonorità ed ambienti pop rock con ritmiche techno e dance. Ogni tanto torna in Sardegna, sua terra natale, per rifornirsi di Barbera e Monica, vini prodotti artigianalmente ancor oggi da suo padre.

Massimo Turco
In vent'anni di attività va ricordato per le esperienze musicali legate a Rowygo, Hellvispravo, Bresaolas, PIP, Fpisanu Quartet, Le signorine dell'avvocato. Si è inoltre cimentato nella regia (Focmo, il figlio di Coplo), nella realizzazione di colonne sonore per cd-rom, nella poesia (Pornopoesie, Mosche, Estratti da Denti). Ideatore e produttore de I Classici Tifosi gruppo ospitato nella trasmissione televisiva Mai dire gol nella stagione 2001.

Recensioni

L'Arena di Verona - 19 febbraio 2004
Titolo: "Tupolev, pop anni '80 in chiave techno"

I Tupolev sono un gruppo del tutto nuovo, ma, a chi ha seguito le evoluzioni musicali della scena veronese negli ultimi vent'anni, non sarà sfuggito il nome di Massimo Turco e dei suoi Bresaolas, gruppo che, a partire dai primissimi anni Novanta, ha imperversato sulla scena per una decina di anni con una new wave demenziale che approdò anche ad Arezzo Wave.
Oggi il suo nuovo progetto si chiama Tupolev. Il riferimento al famoso aereo di fabbricazione sovietica vuole essere un omaggio ad un certo contrasto stilistico che caratterizza l'unione di musicisti molto differenti tra loro. Massimo Turco, ideatore del gruppo, ha dato un contributo con la sua techno sperimentale a cui si è aggiunta la voce di Renata Bertolas, cantante jazz e bossanova. A loro si è aggiunto il chitarrista Danilo Salis, il contrabbassista Davide Bronzato e Riccardo Rossi alla batteria.
Parte del repertorio propone la totale rilettura di alcuni brani storici del pop a cavallo tra gli anni '70 e '80 e di standards jazz (" Mongoloid" dei Devo, "You're the best thing" degli Style Council, "Lover man" e "Fotographia" per fare qualche esempio).

Tupolev quando erano PIP

Il Corriere di Rovigo - 22 agosto 2001:
Titolo: "Conferme e novita' dal festival Sconcertando"

"(...) L'oscar del delirio va ai PIP, un gruppo di 4 veronesi che a New York se li sognano. Hanno offerto uno spettacolo unico nel suo genere. "abbiamo voluto rovesciare il concetto di concerto" - dice Massimo Turco, autore dell'idea e produttore del gruppo - "per molti la musica è considerata come elemento di aggregazione, noi vogliamo rovesciare questa visione, estremizzare la solitudine dello spettatore e porre il singolo quale fulcro di attenzione dei musicisti, distruggere l'idea di palco standard". In effetti la situazione si è presentata inizialmente paradossale: lo spettatore si trovava a dover attendere in coda il suo turno, una volta entrato nel palco chiuso da quattro pannelli doveva richiedere il brano da un menu e la sua faccia veniva proiettata all'esterno, visibile su un maxi schermo. Geniale, l'organizzazione ha preannunciato un bis per la prossima edizione. (...)"

Il Gazzettino di Rovigo - 24 agosto 2001:
Titolo: "Sconcertando cresce ancora - Band e contorno di alto livello"

"(...) In quanto alla musica, centro della manifestazione, vanno date cinque stelle alla serata che ha visto protagonisti i Nuove Tribu' Zulu, travolgenti e professionisti come pochi. (...) Entusiasmante anche l'idea del progetto PIP, Piccoli Ipnotici Paperi, un riuscito sposalizio tra teatro sperimentale e musica, ottima, con tanto di spycam, per vedere e sorridere delle reazioni dei 'pochi alla volta' ammessi ad ascoltare un brano a scelta, nell'intimita' di una piccola tenda che faceva crescere la curiosita'. Il PIP ci sara' anche il prossimo anno, si mormora, per riuscire ad accontentare tutti. (...)"

I download

http://www.tupolev.it/index.asp?idp=download