Tornano giusto un'anno dopo sulla scena del delitto, un concerto meraviglioso che coinvolto il popolo del Blue Dahlia sino al parossismo. Le critiche li annunciavano come DavidLynch soundalike". La realtà fu che con le loro contorte liriche riuscirono a cattura l'ascolto di tutti, con un contatto quasi fisico con il pubblico. Innumerevoli le ovazioni e altrettanto i bis richiesti.
In questo tour presentano soprattutto il loro nuovo lavoro discografico, May You Always Live With Laughter, uscito subito dopo la loro venuta in Italia dello scorso anno.Liquid LaughterLounge Quartet 'May You Alwais Live With Laughter'
(Ritchie Records 2004)"Rock me Jesus/roll me lord/rock n' roll", proclama Jens Teichmann in Perfect World, nona traccia dell'ultima fatica dei Liquid Laughter Lounge Quartet,in uscita nel prossimo aprile. Un rock n' roll quasi classico (bè, insomma, filtrato da cinque decenni di musica ), ma assolutamente poco rappresentativo di un disco quantomai vario, che va dal Calexico - style di Black Pool (a ulteriore dimostrazione di quanto il gruppo degli ex Giant Sands, Burns e
Convertino, stiano facendo tendenza, specialmente in Germania), al sax di Bad Day, alle dissonanze "alla David Lynch" che percorrono in lungo e in largo il cd. Sesta opera del quartetto di Friburgo, 'May You Always Live With Laughter' (ennesimo richiamo al valore dell'ironia e del ridere), si presenta come un disco classico, assimilabile nelle atmosfere agli ultimi lavori dei Friends of Dean Martinez, con cui i tedeschi hanno suonato in tour. Da non perdere quindi il tour che il gruppo di Friburgo sta per lanciare lungo il belpaese, da nord a sud per una ventina di date curate dai management Doppiozero e Rocket.
I LLLQ sono una band tedesca, innanzitutto.
I LLLQ sono anche una di quelle band che un giorno chissà come, pura casualità, le vai a vedere dal vivo a scatola chiusa. O meglio, a ruota di un flyer assai singolare che li aveva definiti come "DavidLynch soundalike". Che uno pensa, "ma come fa un disco a suonare come un regista?": sarebbe quantomeno il più bizzarro fenomeno sinestetico pensabile. Soprattutto, mi ricordo di aver rimuginato "dopo Amore Del Tropico voglio proprio vedere come si organizzano questi qui...".[ ... ] Sicchè d' improvviso questi LLLQ, questi crucchi, hanno iniziato a suonare. Il set lo ricordo come molto particolare: tantissimi strumenti, chitarra contrabbasso percussioni sintetizzatore molto altro; vocalist con il microfono illuminato, primissimo dei richiami agliintenti del già citato flyer (non so se il lettore ricorda la scena di Blue Velvet in cui Dean Stockwell canta in una lampada...); tempistica morbosamente dilatata, infinitamente dilatata, liquida. Manco a farlo apposta. Ed io lì, perso nella musica sin dalla prima nota, a speculare su ciò che stavo ascoltando. Tant'è che pochi giorni dopo sono riuscito a procurarmi tutta la discografia del gruppo in questione e l' ho passata in rassegna tre volte. Se mi chiedete "perchè tre?" io ovviamente non so rispondere. Così. Uno mica deve avere sempre tutti i perchè, nella vita. Ho comunque appurato che l' album migliore (la band ha alle spalle tre full lenght, qualche singolo ed il dieci pollici del quale si pretende di parlare qui) è quello "rosso", il self titled. Del quale però non vale la pena narrarvi, poichè l' ultimo lavoro in studio è "Was the pleasure...", (e noi qui si tenta nei limiti del possibile di occuparci solo di roba nuova), che è anche la cosa più "sperimentale" creata dalla band durante la sua carriera, sebbene tutti i tratti distintivi essenziali delle precedenti produzioni siano anche qui sotto perfetta luce. I LLLQ sono grossomodo un gruppo ossessivo e nella musica e nel pensiero. Le loro storie sono noir, omicidi, amori malati, apparato concettuale vagamente deviante, "surrealismo americano" (ancora Blue Velvet). Dico questo nella piena coscienza di quanto sia forzato aggettivare con "americana" la proposta sonora di una band crucca, e dunque più europea tra le europee; e me ne frego anche, se vogliamo fare i pignoli, poichè è semplicemente così
che stanno le cose. Nella musica dei LLLQ trovano il loro posto tutte le idee che sono state, prima di chiunque, di Angelo Badalamenti, una per una capillarmente, muovendo dalle chitarre surf per giungere agli slow fumosi di cui presumo tutti sappiamo, sempre all' interno del grande disegno di straniamento sensoriale (di cui presumo tutti sappiamo) che è poi quello che ci si dovrebbe
sentire in grado di definire come "abituale" con riguardo al grande compositore. Badalamenti, non i crucchi. Il nuovo diecipollici dei LLLQ è dunque più che altro tutto questo, anche se in una forma che ambisce ad essere new edition se così si può dire, e che mantiene fermi i presupposti e vi fa ruotare attorno songwriting e paranoie del caso. Bisogna aggiungere che quando, come si assume, contano più le suggestioni
della musica di per sè - che qui non è il messaggio pur essendo il medium - al voler ottenere il clima desiderato cooperano partiture assai differenti tra loro, che arrivano ad avere in comune la lentezza e poco altro quando non si voglia usare come unico termine coagulante quello di "atmosfera"; che appunto è sempre la stessa. "Was the pleasure..." propone infatti anarchicamente e con eccessivo coraggio un piatto assai misto: blues, surf, ballate, nenie, qualche volta addirittura psychobilly... lo psychobilly di un quarantacinque giri fatto girare a trentatrè, per essere precisi. Se mi si dovesse chiedere cosa penso del risultato finale, non esiterei a sottolineare in prima battuta come la band riesca a perseguire esattamente quello che vuole, di traccia in traccia sistematicamente. Ma sul valore musicale, o anche sull' innovatività del lavoro (che poi sono molto spesso due facce della stessa medaglia), conservo ancora - a buon diritto - qualche piccola riserva. Credo che la cosa più ovvia da fare sia indicare i LLLQ a chiunque cerchi musica ambientale che funga da adeguato sottofondo alle proprie inquietudini; al contrario, tutti coloro che antepongono la lucidità critica alla paradigmatica figura del nano che balla dinanzi ad un fondale di tende rosse, preferiranno senz' altro dirigersi altrove.
(STEWEY'S STAR #4 - Giordano SimonDiscografia
2004:May You Always Live With Laughter
The third album as vinyl with gatefold cover and CD as digipack.
Release on 13. September 2004
2002:Was the pleasure worth it
The 10'' only on Vinyl.
![]()
2001:Liquid Laughter Lounge Quartet
the second Longplayer in LP and CD.
2001:Freiburg im Sommer 2001
Split-Single 7" with 'es werden drei junge männer verdächtigt'.
1999:Yonder...chickens get lonely the first long player was released by the Freiburg label Ritchie Records in LP and CD
formats.
Il sito: